La Sella del Diavolo: simbolo di Cagliari tra leggenda, natura e mare

La Sella del Diavolo è uno dei luoghi più riconoscibili e affascinanti di Cagliari. Il suo profilo domina il Golfo degli Angeli, separa la lunga spiaggia del Poetto dalla baia di Calamosca e accompagna lo sguardo di chi percorre il lungomare.

Osservarla dalla spiaggia è già suggestivo. Tuttavia, raggiungerne i punti panoramici permette di scoprire un paesaggio ancora più sorprendente, fatto di mare, rocce calcaree, macchia mediterranea e tracce delle civiltà che hanno frequentato il promontorio nel corso dei secoli.

La Sella del Diavolo non è soltanto una meta escursionistica. Al contrario, rappresenta un autentico simbolo di Cagliari, nel quale natura, storia e leggenda si incontrano davanti alle acque del Mediterraneo.

La Sella del Diavolo, simbolo naturale di Cagliari

Il promontorio della Sella del Diavolo si trova nella parte meridionale di Cagliari, tra il Poetto, Marina Piccola e Calamosca.

La sua forma particolare ricorda una grande sella appoggiata sopra il mare. Proprio questa sagoma, visibile da numerosi punti della città, è diventata una delle immagini più rappresentative del capoluogo sardo.

Dal lungomare del Poetto il promontorio appare come una barriera naturale che protegge il lato occidentale della spiaggia. Sul versante opposto, invece, le pareti rocciose scendono verso Calamosca e le piccole insenature della costa di Sant’Elia.

Inoltre, la posizione permette di osservare contemporaneamente ambienti molto diversi: il mare aperto, il lungo arenile cittadino, il porto turistico e le zone umide del territorio cagliaritano.

La leggenda della Sella del Diavolo

Il nome del promontorio è legato a una delle leggende più conosciute di Cagliari.

Secondo il racconto popolare, i demoni guidati da Lucifero rimasero affascinati dalla bellezza del golfo e tentarono di impadronirsene. Per difendere questo luogo, Dio inviò le proprie schiere celesti guidate dall’arcangelo Michele.

Durante la battaglia, Lucifero sarebbe stato disarcionato e avrebbe perso la sella. Cadendo sul promontorio, questa si sarebbe pietrificata, dando origine alla forma che ancora oggi caratterizza la costa.

Un’altra versione racconta, invece, che fu lo stesso diavolo a precipitare sulla montagna, lasciando nella roccia l’impronta della propria sella.

Dalla vittoria degli angeli deriverebbe anche il nome di Golfo degli Angeli, utilizzato per indicare il grande tratto di mare sul quale si affaccia Cagliari. La leggenda trasforma così il paesaggio in un racconto nel quale il profilo roccioso conserva la memoria di uno scontro tra forze celesti.

Il sentiero panoramico della Sella del Diavolo

Uno dei modi migliori per conoscere il promontorio è percorrere il suo sentiero naturalistico e archeologico.

L’accesso escursionistico più utilizzato si trova sul versante di Calamosca. Da qui il percorso sale gradualmente tra rocce calcaree e vegetazione mediterranea, regalando scorci sempre più ampi sul mare.

La parte iniziale presenta alcuni tratti in salita. Successivamente, il sentiero diventa più panoramico e conduce verso le zone alte del promontorio.

Durante il cammino si aprono vedute su:

  • la spiaggia del Poetto;
  • Marina Piccola;
  • il Golfo degli Angeli;
  • Calamosca;
  • le saline e gli stagni dell’area metropolitana;
  • la costa sud-orientale della Sardegna.

L’escursione non deve essere affrontata come una semplice passeggiata urbana. Il terreno è infatti irregolare e comprende pietre, tratti esposti al sole e passaggi che possono diventare scivolosi.

Per questo motivo sono indispensabili scarpe adatte, acqua e una buona protezione solare. È inoltre opportuno seguire esclusivamente i percorsi consentiti e rispettare eventuali divieti o limitazioni presenti sul posto.

Il panorama dalla Sella del Diavolo

Il principale motivo per raggiungere la parte alta del promontorio è il panorama.

Guardando verso est, il Poetto si distende per chilometri lungo il litorale di Cagliari e Quartu Sant’Elena. Nelle giornate limpide lo sguardo può proseguire lungo la costa in direzione di Villasimius.

Verso l’interno si distinguono gli stagni e le saline, ambienti frequentati anche dai fenicotteri rosa. Dall’altro lato, invece, compaiono Marina Piccola, il quartiere di Sant’Elia e le insenature rocciose vicine a Calamosca.

Il contrasto tra il blu del mare, il bianco delle rocce e il verde della macchia mediterranea rende il paesaggio particolarmente fotogenico.

La luce cambia profondamente l’aspetto del promontorio durante la giornata. Al mattino i colori risultano più limpidi, mentre nel tardo pomeriggio le rocce assumono tonalità calde e il mare riflette la luce del tramonto.

Un promontorio ricco di storia

La Sella del Diavolo non conserva soltanto testimonianze naturali. La sua posizione strategica, affacciata sul golfo, è stata utilizzata e frequentata da diverse popolazioni nel corso dei secoli.

Lungo il promontorio sono presenti resti di cisterne, strutture militari, edifici antichi e punti di avvistamento. Questi elementi raccontano l’importanza del luogo per il controllo della costa e delle rotte marittime.

Tra le testimonianze più riconoscibili figura la Torre del Poetto, conosciuta anche come torre della Sella del Diavolo. La costruzione risale alla fine del Cinquecento e fu realizzata con funzioni di avvistamento e difesa costiera.

Oggi la torre è parzialmente diroccata, ma continua a dominare Marina Piccola e il litorale del Poetto dalla sua posizione panoramica.

Sul promontorio sono state inoltre individuate tracce riconducibili alle epoche punica e romana. Le cisterne scavate nella roccia, per esempio, testimoniano la necessità di raccogliere e conservare l’acqua piovana in un ambiente esposto e privo di sorgenti.

Camminare sulla Sella del Diavolo significa quindi attraversare un paesaggio che conserva diversi livelli di storia, dall’antichità fino alle più recenti strutture militari.

La natura della Sella del Diavolo

La vegetazione del promontorio è quella tipica della macchia mediterranea. Le piante si sono adattate al vento, alla salsedine, alla scarsità d’acqua e alle alte temperature estive.

Lungo il percorso si incontrano arbusti bassi, essenze aromatiche e specie capaci di crescere tra le rocce calcaree. In primavera, inoltre, le fioriture rendono il paesaggio più colorato e accompagnano il cammino con profumi intensi.

Le pareti rocciose e le insenature circostanti costituiscono anche un ambiente importante per la fauna costiera e marina. Per preservarlo è essenziale non abbandonare rifiuti, non raccogliere piante e non uscire dai sentieri segnati.

Il valore della Sella del Diavolo nasce proprio dall’equilibrio tra la sua vicinanza alla città e il carattere ancora naturale di numerosi tratti del promontorio.

Quando visitare la Sella del Diavolo

La primavera e l’autunno sono i periodi più piacevoli per affrontare il sentiero. Le temperature più miti permettono di camminare con maggiore comfort e di apprezzare la vegetazione del promontorio.

Anche l’inverno può regalare giornate limpide e panorami molto nitidi. Tuttavia, prima dell’escursione è necessario verificare le condizioni meteorologiche, soprattutto in presenza di vento forte o pioggia.

Durante l’estate conviene partire al mattino presto oppure nel tardo pomeriggio. Il percorso presenta infatti pochi tratti ombreggiati e nelle ore centrali il caldo può diventare intenso.

Per motivi di sicurezza è preferibile concludere l’escursione prima che faccia buio, evitando di affidarsi esclusivamente alla luce del telefono.

Consigli per visitare la Sella del Diavolo

Una preparazione semplice ma accurata permette di vivere meglio l’esperienza.

  • Indossa scarpe da trekking o calzature con una buona aderenza.
  • Porta una quantità sufficiente di acqua.
  • Utilizza cappello, occhiali da sole e crema protettiva.
  • Evita le ore più calde durante l’estate.
  • Controlla il meteo e l’intensità del vento.
  • Non avvicinarti ai bordi delle pareti rocciose.
  • Segui i sentieri autorizzati e la segnaletica presente.
  • Non lasciare rifiuti e non danneggiare la vegetazione.
  • Porta il telefono carico, senza considerarlo un sostituto dell’attrezzatura adeguata.
  • Verifica prima della partenza eventuali chiusure o restrizioni temporanee.

Chi non è abituato a camminare su terreni naturali può scegliere una visita accompagnata da una guida locale. In questo modo l’escursione diventa anche un’occasione per approfondire la storia, la geologia e la vegetazione del luogo.

La Sella del Diavolo vista dal mare

Il promontorio può essere ammirato anche dal mare. Un’escursione in barca, kayak o SUP permette infatti di osservare le pareti rocciose, le grotte e le piccole insenature della costa.

Dal basso la Sella del Diavolo appare più imponente e rivela un profilo diverso rispetto a quello visibile dal Poetto.

Le attività in mare devono sempre essere organizzate in base alle condizioni meteorologiche e alle capacità dei partecipanti. Quando possibile, è consigliabile affidarsi a operatori autorizzati e guide esperte della zona.

Una navigazione nel Golfo degli Angeli può inoltre unire la vista del promontorio a soste nei pressi di Calamosca, Cala Fighera e delle altre baie raggiungibili lungo la costa.

Cosa vedere vicino alla Sella del Diavolo

La posizione del promontorio permette di organizzare un’intera giornata tra escursioni, mare e relax.

Marina Piccola

Ai piedi della Sella del Diavolo si trova Marina Piccola, il porticciolo turistico affacciato sul Golfo degli Angeli.

Da qui è possibile passeggiare sul lungomare, osservare le imbarcazioni e ammirare il promontorio da una prospettiva privilegiata.

La spiaggia del Poetto

Dopo l’escursione si può raggiungere il Poetto per fare il bagno, rilassarsi sulla sabbia o fermarsi in uno dei locali del lungomare.

Il contrasto tra il lungo arenile e la sagoma della Sella del Diavolo crea uno dei paesaggi più caratteristici di Cagliari.

Calamosca

Sul versante occidentale si trova Calamosca, una baia più raccolta, circondata da rocce e vegetazione mediterranea.

La zona rappresenta un punto di partenza per l’escursione e può diventare anche una piacevole tappa per una nuotata.

Parco di Molentargius-Saline

A poca distanza dal Poetto si estende il Parco naturale regionale Molentargius-Saline.

Il parco è noto soprattutto per la presenza dei fenicotteri rosa e può essere visitato a piedi o in bicicletta, seguendo i percorsi consentiti.

Un itinerario di una giornata

Per valorizzare al meglio la zona è possibile organizzare un itinerario completo.

La mattina può iniziare con l’escursione sulla Sella del Diavolo, approfittando delle temperature più fresche. Al termine del percorso si può raggiungere Calamosca oppure Marina Piccola per una pausa.

Successivamente, il pranzo può essere organizzato sul lungomare del Poetto. Nel pomeriggio rimane tempo per il mare, una passeggiata o una visita al Parco di Molentargius.

Infine, la giornata può concludersi davanti al tramonto, osservando il profilo della Sella del Diavolo dalla spiaggia o da una terrazza affacciata sul Golfo degli Angeli.

Dove soggiornare vicino alla Sella del Diavolo

Soggiornare sul lungomare del Poetto permette di ammirare ogni giorno la sagoma della Sella del Diavolo e di raggiungere facilmente Marina Piccola, Calamosca e il Parco di Molentargius.

New Bussola, situata direttamente sul litorale di Quartu Sant’Elena, rappresenta una base ideale per scoprire questa parte del Golfo degli Angeli.

La struttura dispone di suite affacciate sul mare, spazi dedicati al relax e piscine infinity con idromassaggio. Dopo una passeggiata sul promontorio è quindi possibile continuare la giornata tra solarium, spiaggia e panorama.

Scopri le suite di New Bussola, consulta la pagina dedicata ai servizi oppure verifica le offerte disponibili.

La Sella del Diavolo, anima del Golfo degli Angeli

La Sella del Diavolo racchiude molti degli elementi che rendono speciale Cagliari: la vicinanza tra città e natura, il mare, le leggende popolari e una storia millenaria.

Il suo profilo accompagna le giornate trascorse al Poetto, mentre dall’alto il panorama mostra il Golfo degli Angeli in tutta la sua ampiezza.

Visitare la Sella del Diavolo significa scoprire Cagliari dalla sua prospettiva più autentica: sospesi tra il Mediterraneo, la roccia e il cielo della Sardegna.

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